The Fall: quando il male diventa affascinante. | Game of Series

Ci sono serie TV più difficili da guardare di altre: sono le serie i cui la psicologia dei personaggi è così complessa da non farci odiare anche il più cattivo dei cattivi.

È il caso di una nota serie della BBC, The Fall, che ci porta in un commissariato di polizia di Belfast nel quale è stata chiamata la sovrintendente Stella Gibson per far luce su una catena di omicidi che pare inarrestabile. Le vittime sono sempre donne in carriera, il che porta Stella a capire che dietro gli orribili delitti si nasconda la mano di un solo serial killer. Paul Spector conduce un’insospettabile doppia vita, disturbato da terribili perversioni che lo portano a commettere omicidi quasi come fossero opere d’arte, curandoli nei minimi particolari e rendendoli perfetti, tanto perfetti da lasciare la polizia a brancolare nel buio.

Le azioni che Paul compie sono ingiustificabili e crudeli; tuttavia, ci sono una certa classe nel suo agire e un certo amore nella sua vita ordinaria, specialmente nei confronti della figlia, che a tratti ci fa parteggiare con lui. Quando il punto di vista passa a quello di Stella, però, torniamo a riconoscere la mostruosità della sua violenza ingiustificabile. L’immedesimazione nei due protagonisti, che sono uno contro l’altra, ma che hanno, in fondo, anche punti di contatto, “raddoppia” quell’atmosfera di suspense che aleggia per tutte e tre le stagioni e fa sperare, allo stesso tempo, sia che trionfi la giustizia, sia che l’assassino riesca a scamparla (ovviamente tenendo ben presente che non si sta parlando della realtà); solo una conclusione, però, è possibile.

Jamie Dornan riesce a dimostrare, una volta per tutte, di non essere solo il protagonista della trilogia più discussa degli ultimi anni, quella di Cinquanta Sfumature, ma che al contrario è un attore con delle grandi potenzialità. L’atmosfera cupa in cui è ambientata la serie contribuisce a rendere l’idea della mente deviata, a tratti misteriosa e per questo affascinante di Paul, ma senza un’interpretazione perfetta non si arriverebbe allo stesso risultato.

Gillian Anderson si rivela strepitosa, una donna con la D maiuscola; la sua Stella, forte, determinata, ma non per questo fredda, si contrappone alle sfortunate vittime e per questo riesce a rinforzare il messaggio contro la violenza e contro le discriminazioni di genere, specialmente in un lavoro come il suo, senza farcire la vicenda di inutili moralismi.

Se state cercando una serie con un sacco di colpi di scena, che vi lasci con il fiato sospeso e a volte scossi, che vi coinvolga e che vi faccia riflettere, The Fall vi sta aspettando!

Lucy
[@exbabyhangar su Twitter]

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